WILL PAUCAR

Dopo aver intrapreso una strada più convenzionale nel mondo finanziario, Will Paucar inizia a sentire il bisogno di cambiare, quella vita gli è stretta. Consapevole di avere una sensibilità diversa, dovuta ad una infanzia e adolescenza difficili, sente il richiamo di qualcosa che ancora non conosce, il mondo sta per cambiare, un anno dopo sarebbe iniziata la pandemia.
Inizia cosi il suo viaggio per il mondo e dentro sé stesso, ignaro che avrebbe trovato l’arte lungo la sua strada.
Viaggia in giro per il mondo dove incontra sciamani, artisti e naturisti e si ritrova così a sperimentare e conoscere vie di comunicazione diverse. I primi passi nella pittura avvengono con grande naturalezza, inizia a Milano poi Amsterdam e Parigi, dopo le prime esposizioni ritorna a Milano con una residenza d’artista alla Fabbrica del Vapore.
Il processo creativo di Paucar inizia con la sua grande capacità di accogliere tutti quei dettagli emozionali che la natura, le persone e i sentimenti, richiamano alla sua attenzione.
Li destruttura immergendocisi dentro, come se dovesse conoscerne ogni dettaglio, li analizza e li ascolta fino a quando la sua sensibilità arriva all'essenza del concetto che vuole rendere visibile nelle sue opere eche va a definire il titolo della serie. A questo punto inizia a prendere forma l'astrazione figurativa dei soggetti o delle immagini che Paucar ha ricomposto nella sua mente e quello che ne consegue è la realizzazione di più opere, ovvero la realizzazione di più prospettive dello stesso concetto. Come in un libro, ogni opera della serie è un capitolo, e quando la scarica emotiva dell'artista si esaurisce, il racconto è finito e la serie completata.
Colore, spatola, mani, olio e acrilico sono i mezzi con cui Will Paucar racconta ciò che le emozioni gli suscitano, con cui si sente di mostrare ciò che l'arte gli permette di scoprire. L'opera di Will Paucar si potrebbe definire come un'ulteriore via pittorica, che si pone tra l'astrattismo e l'espressionismo, in cui la modulazione e lo stravolgimento della figura puntano alla sua stessa dissolvenza, in favore della figurazione dell'emozione.
La sua maturazione nella scelta delle tonalità, sta lasciando più spazio al colore e togliendo sempre di più il nero che, nella sua definizione assoluta, limita la ricerca di dettagli interpretativi riducendo le possibilità espressive dell’anima.

Vive e lavora tra Milano, Amsterdam, Parigi.

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